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| DESCRIZIONE
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Per adottare un cane randagio ricoverato presso il canile Comunale o un canile convenzionato con il Comune è necessario contattare il Comune di residenza o direttamente il
Servizio Veterinario della ASL competente per territorio. La pratica di adozione viene svolta presso gli uffici del Servizio Veterinario il quale consiglierà l’utente circa tutti gli aspetti (sanitario, legale, ecc.) legati all’adozione, che sono importanti sia per il cane che per il futuro padrone.
Decidere di adottare un animale è una scelta meritevole, ma deve essere anche consapevole. Gli animali nei canili, benché sufficientemente assistiti, sono indubbiamente stressati spesso da una lunga permanenza che può modificare la loro indole. E’ quindi opportuno valutare tutti gli aspetti affinché l’adozione sia un successo per tutti.
La Legge Regionale 34/97 sul randagismo prevede l’affido dopo sessanta giorni dei cani vaganti catturati e non reclamati. Inoltre recentemente sono state emanate normative per i cani potenzialmente pericolosi che è bene conoscere.
Ai cani verrà apposto un microchip o un tatuaggio con il codice previsto dalla anagrafe canina tenuta presso il Servizio Veterinario ASL, vaccinati, sverminati e visitati dal medico Veterinario ASL. Si compilerà un apposito modulo per il rilascio del cane e per gli atti d’ufficio.
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| Norme comportamentali da adottare con i cani |
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Mai varcare un cancello o una proprietà dove si trova un cane, anche se in altre occasioni si è già giocato con lui, mai allungare un braccio attraverso una barriera che separa la dimora del cane.
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Mai correre verso un cane che non si conosce, meglio aspettare che sia lui ad avvicinarsi e prima di toccarlo fategli annusare il palmo della mano.
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Mai andare incontro ad un cane in modo diretto ma sempre di fianco e con modi non repentini.
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Stare attenti ai cani che stanno giocando tra loro, che vengono liberati dai box o da una catena dopo un lungo periodo di costrizione, che stanno mangiando, che hanno in bocca qualcosa a loro molto caro.
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Mai guardare negli occhi un cane che ci abbaia di fronte, mai scappare voltandogli le spalle, mai agitare braccia o gambe: rimanere immobili, guardando da un’altra parte, è la cosa migliore. Mai appoggiare una mano sul capo di un animale che non si conosce, mai abbracciarlo.
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In casa mai punire o trattare male il cane in presenza dei bambini, al contrario educarlo con piccoli premi: un biscotto, una carezza. Comunque mai lasciare un bambino da solo con un cane, soprattutto se maschio e di taglia grande.
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Evitare accuratamente di disturbare una femmina in compagnia dei suoi cuccioli, fare attenzione a non spaventarla. Stare attenti ai cani impauriti. Mai mettere un cane in una situazione in cui gli sia preclusa ogni via di fuga.
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Se si trova un animale che ha subito un incidente, o mostra segni di malattia o è dolorante, evitare di muoverlo in maniera maldestra.
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I rapporti con i cani degli altri, anche se conosciuti, non devono essere troppo intensi: in questi casi infatti non conosciamo gli eventuali traumi subiti dall’animale, pertanto le nostre azioni potrebbero essere male interpretate.
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Mai sfidare il cane se questo ha acquistato la leadership del gruppo, meglio lavorare per fargli capire gradualmente che non è lui a comandare. Mai fare giochi che lo eccitano. Evitare di lasciare il cane per più di 8 ore da solo, anche se in giardino.
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Imparare a riconoscere i segnali che precedono l’attacco e i motivi del comportamento aggressivo.
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